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daniela olivieri

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deadany..............quo vadis, baby?

le mie recensioni su www.teatrionline.com
February 20

Marc Lavoine - Paris


Je marche dans tes rues
Qui me marchent sur les pieds
Je bois dans tes cafés
Je traîne dans tes métros
Tes trottoirs m'aiment un peu trop
Je rêve dans tes bistrots
Je m'assois sur tes bancs
Je regarde tes monuments
Je trinque à la santé de tes amants
Je laisse couler ta Seine
Sous tes ponts ta rengaine
Toujours après la peine
Je pleure dans tes taxis
Quand tu brilles sous la pluie
C'est que tu es belle en pleine nuit
Je pisse dans tes caniveaux
C'est de la faute à Hugo
Et je picole en argot
Je dors dans tes hôtels
J'adore ta tour Eiffel
Au moins elle, elle est fidèle
Quand je te quitte un peu loin
Tu ressembles au chagrin
Ça me fait un mal de chien
Paris Paris combien
Paris tout ce que tu veux
Boulevard des bouleversés
Paris tu m'as renversé
Paris tu m'as laissé
Paris Paris combien
Paris tout ce que tu veux
Paris Paris tenu
Paris Paris perdu
Paris tu m'as laissé
Sur ton pavé
Je me réveille dans tes bras
Sur tes quais il y a de la joie
Et des loups dans tes bois
Je me glisse dans tes cinés
Je me perds dans ton quartier
Je m'y retrouverai jamais
Je nage au fil de tes gares
Et mon regard s'égare
Je vois passer des cafards sur tes bars
Je m'accroche aux réverbères
Tes pigeons ne manquent pas d'air
Et moi de quoi j'ai l'air
Paris Paris combien
Paris tout ce que tu veux
Boulevard des bouleversés
Paris tu m'as renversé
Paris tu m'as laissé
Paris Paris combien
Paris tout ce que tu veux
Paris Paris tenu
Paris Paris perdu
Paris tu m'as laissé
Sur ton pavé
Je marche dans tes rues
Qui me marchent sur les pieds
Je bois dans tes cafés
Je traîne dans tes métros
Tes trottoirs m'aiment un peu trop
Je rêve dans tes bistrots

 Paroles: Marc Lavoine. Musique: Fabrice Aboulker (1991). Marc Lavoine
January 23

Marguerite - Richard Cocciante (!)


Surtout, ne m'en voulez pas trop
Si ce soir je rentre chez moi
J'ai tellement de choses à faire
Avant que le jour se lève

Et pendant qu'elle dormira
Moi, je lui construirai des rêves
Pour que plus jamais, au réveil
Elle ne se lève les yeux en pleurs

Et pour que cette longue nuit
Ne soit plus jamais noire et profonde
Je demanderai à la lune
De remplir le ciel tout entier

Et pour que je puisse encore la voir
Me sourire comme avant
Je demanderai au soleil
De brûler, même en plein hiver

Et pour qu'elle puisse encore chanter
Les chansons de notre bohème
Je construirai un silence
Plus grand que ceux des cathédrales

J'irai réveiller les amants
Je parlerai des heures entières
Et je sais qu'ils me suivront
Tant que nous resterons amants

Alors on se promènera
Tous ensemble on dansera
D'incroyables sarabandes
Et elle oubliera sa peine

Et pour que la ville danse
Et pour que la ville chante
On inventera des couleurs
Et elle oubliera ses larmes

Nous irons dans les campagnes
Pour cueillir les fleurs des champs
Pour en faire un grand lit blanc
Où l'on s'aime tendrement

Et puis nous irons au fond du ciel
Pour lui choisir une étoile
Parc'que Marguerite est bonne
Parc'que Marguerite est belle
Parc'que Marguerite est vraie
Parc'que Marguerite est douce
Parc'que Marguerite m'aime
Moi, je ne vis que pour elle

Marguerite est ma raison
Mon lendemain, mon idéal
Marguerite qui est le vent
Ne sait pas qu'elle peut me faire mal

Parc'que Marguerite est celle
Que je veux toujours près de moi
Marguerite est Marguerite
Marguerite est tout pour moi

Marguerite est tout pour moi
December 06

PA - Sophie Laly


  

November 18

Sull'Infinito di Leopardi


Miracolosamente nell'Infinito si realizza l'impossibile scommessa del dire l'indicibile, che è poi la scommessa inaugurante, in maniera d'ora in poi sempre più consapevole e totalizzante, la poesia della modernità. E l'indicibile è appunto il nulla oltre la siepe, che dunque non è affatto il niente nichilistico ma il religioso e ontologico nulla, il vuoto originario da cui viene all'essere ogni esistente, il silenzio originario che permette alla parola di risuonare piena di senso, oltre la prigionia dei significati stabiliti, nell'orizzonte della poetica del "vago e indefinito".

Elio Gioanola, Psicanalisi e interpretazione letteraria, Albairate, Jaca Book 2005, p. 87
September 29

Posso scrivere i versi - Pablo Neruda



Posso scrivere i versi più tristi questa notte
Scrivere, ad esempio : La notte è stellata,
e tremolano, azzurri, gli astri in lontananza.
Il vento della notte gira nel cielo e canta.
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Io l'amai , e a volte anche lei mi amò .
Nelle notti come questa la tenni tra le mie braccia.
La baciai tante volte sotto il cielo infinito.
Lei mi amò, a volte anch'io l'amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Pensare che non l'ho.
Sentire che l'ho perduta.
Udire la notte immensa, più immensa senza lei.
E il verso cade sull'anima come sull'erba in rugiada.
Che importa che il mio amore non potesse conservarla.
La notte è stellata e lei non è con me.
E' tutto.
In lontananza qualcuno canta.
In lontananza.
La mia anima non si rassegna ad averla perduta.
Come per avvicinarla il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.
La stessa notte che fa biancheggiare gli stessi alberi.
Noi quelli di allora, più non siamo gli stessi.
Più non l'amo, è certo, ma quanto l'amai.
La mia voce cercava il vento per toccare il suo udito.
D'altro.
Sarà d'altro.
Come prima dei suoi baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro .
I suoi occhi infiniti.
Più non l'amo, è certo, ma forse l'amo .
E' così breve l'amore, ed è sì lungo l'oblio.
Perché in notti come questa la tenni tra le mie braccia,
la mia anima non si rassegna ad averla perduta.
Benché questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa
e questi siano gli ultimi versi che io le scrivo.
September 25

Baricco racconta Toro Scatenato

  Ma come fa a rendere più bella ogni cosa?

 
September 23

Italo Calvino - Le città invisibili


L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, farlo durare, e dargli spazio.

Eyes wide shut - Aprite gli occhi

Quando trip, noia e benessere rovinano un rapporto:
  

September 13

Il metodo Stanislavskiy


Era dagli anni delle discussioni culturali ascoltate da Imelda in Via Conte di Ruvo che volevo studiare questo sistema!
Ecco un breve riassunto del metodo di teatro più importante per conquistare la "credibilità" sulla scena.

“Se il corpo non incomincia a vivere, l’anima non crede”

 

-         Sistema e secondo natura: evento, reazione emotiva all’evento, reazione fisica alla reazione emotiva, ovvero, capacità di credere a un evento finto, rendendolo in tal modo reale.

-         Ci credo. L’azione reale: lo spettatore crede perché percepisce a livello nervoso che l’azione dell’attore non è un’azione vuota, ovvero, l’azione esteriore dev’essere costantemente accompagnata da una corrispondente azione interiore.

-         Una quercia sulla montagna. L’immaginazione: immaginare non una generica quercia ma quella quercia attraverso domande-guida che guidano l’attore sulla via della precisione. La libertà di scelta nella risposta si riduce via via. E si riduce perché parallelamente alla precisione dell’immagine, cresce il coinvolgimento dell’attore.

-         Il ministro del maraja. L’attenzione: tra tutti gli aspiranti ministri il maraja sceglie colui che, una volta ricevuto un vaso colmo di latte e nonostante gli ostacoli messi da alcuni incaricati, non versa nemmeno una goccia perché “badava solo al latte”, ovvero, prestare attenzione a un oggetto dentro la scena per non farsi distrarre dal buco nero del boccascena.

-         Il tacchino si mangia a pezzi: segmentare, cioè analizzare l’azione maggiore nelle azioni ausiliarie che la compongono perché se l’attore che deve entrare in una stanza dove si trova la donna amata per farle la sua dichiarazione, mira diritto alla conclusione, non curerà il modo di aprire la porta. La segmentazione serve per sfuggire al “mestiere” o “imitazione.

-         Come si apre una porta che non c’è. La coscienza:la dinamica delle azioni non può essere determinata dagli oggetti materiali. Dev’essere l’attore a decidere la posizione della maniglia, il materiale di cui è composta, l’arco della corsa, il peso della porta, tutto. Lotta all’automatismo! L’assenza degli oggetti obbliga l’attore a riportare testa e anima lì dov’è il corpo.

-         Metronomi e palline di mercurio. Il flusso: far scivolare una pallina di mercurio seguendo il ritmodi un metronomo (l’attore pronuncerà “uno”, “due”, ecc, quante saranno le suddivisioni) in un tempo stabilito. Poi si aumenta il ritmo, mantenendo fisso il tempo, ovvero la linea esterna del movimento viene articolata in un numero sempre maggiore di parti, e la linea interna dell’attenzione risulta scandita da un movimento sempre maggiore di punti d’attenzione via via più ravvicinati, fino a quando la linea esterna e la linea interna diventano linee ininterrotte e l’attore non riesce più a pronunciare i singoli numeri. Così si avrà raggiunto il flusso, dove si ricostruisce la natura che non conosce più la segmentazione.

-         Uno schiaffo in faccia. La memoria emotiva: Avere una vita intensa, elevata, ricca di fantasia e di emozioni per possedere una riserva della memoria emotiva, ovvero, non ricordare ma arrossire, impallidire ecc ricordando uno schiaffo, come se lo si fosse ricevuto in quel momento.

Considerazioni finali:

In quella che chiamiamo costruzione del personaggio si sovrappongono più livelli del lavoro dell'attore: il livello persona, il livello personaggio e il livello parte. L'attore deve prima di tutto vivere come il personaggio e poi interpreterà la parte.

Protetto dalla sua solitudine, l'attore si chiede come agirebbe, lui, se la finzione del personaggio fosse vera. "Per l'attore, il 'se', è la leva che trasporta dalla realtà in un altro mondo, il solo nel quale possa avvenire la creazione".


estratti da Franco Ruffini, Stanislavskij. Dal lavoro dell'attore al lavoro su di sé, Ed. Laterza, Bari 2003.


September 11

En plein air européen


Se per strada non si incontra altro che meschinità e provincialismo, fa bene un pomeriggio a teatro in cui 13 ragazzi di varie nazioni europee, mettono in scena una chicca rara della letteratura, Perto do coracao selvagem- Vicino al cuore selvaggio di Clarice Lispector (che in Italia non è mai stato tradotto, nonostante sia il primo e più bel romanzo di una scrittrice che può dire tanto a tante anime tormentate). E' il risultato dello stage della Nouvelle Ecole des Maitres che ogni anno promuove uno stage da cui si esce cambiati, dilatati, arricchiti. Gli spettatori questo lo sentono.. Purtroppo al Teatro Quirino di Roma la dimostrazione si è svolta solo per un giorno per pochi intimi -e io ho avito la fortuna di essere tra questi- ma chi fosse interessato può seguirli in Portogallo per la prossima e ultima data del tour.
Io non sono assolutamente esterofila ma in questo periodo le sonorità, le parole e le risposte che cerco vengono solo dall'estero.. dalla Francia in particolare.

    

Carla Bruni
Album: Comme Si De Rien N’était
Titolo: L’amoureuse

Il semble que quelqu’un ait convoqué l’espoir
Les rues sont des jardins je danse sur les trottoirs
Il semble que mes bras soient devenus des ailes
Qu’à chaque instant qui vole je puisse toucher le ciel
Qu’à chaque instant qui passe je puisse manger le ciel
Les clochers sont penchés les arbres déraisonnent
Ils croulent sous les fleurs
au plus roux de l’automne
La neige ne fond plus la pluie chante doucement
Et même les réverbères ont un air impatient
Et même les cailloux se donnent l’air important

Car je suis l’amoureuse, je suis l’amoureuse
Et je tiens dans mes mains la seule de toutes les choses
Je suis l’amoureuse, je suis ton amoureuse
Et je chante pour toi la seule de toutes les choses
Qui vaille d’être là qui vaille d’être là

Le temps s’est arrêté les heures sont volages
Les minutes frissonnent et l’ennui fait naufrage
Tout paraît inconnu tout croque sous la dent
Et le bruit du chagrin s’éloigne lentement
Et le bruit du passé se tait tout simplement

Les murs changent de pierres
Le ciel change de nuages
La vie change de manières et dansent les mirages
On a vu m’a-t-on dit le destin se montrer
Il avait mine de rien l’air de tout emporter
Il avait ton allure ta façon de parler
Car je suis l’amoureuse, oui je suis l’amoureuse
Et je tiens dans mes mains la seule de toutes les choses
Je suis l’amoureuse, je suis ton amoureuse
Et je chante pour toi la seule de toute les choses
Qui vaille d’être là qui vaille d’être là 



September 04

Solo l'arte può salvarci


In un periodo in cui si susseguono cattive notizie date con finti sorrisi e colpi mortali, vedere tanti giovani artisti italiani affermarsi nella Quadriennale d'arte di roma al Palazzo delle Esposizioni è lenitivo.
I ricordi polverosi di Manfredi Beninati, i saponi di marsiglia intagliati di Elisabetta Di Maggio, le fatiche di Daniele Puppi e la video-installazione di Andrea Mastrovito che per fortuna qualcuno ha rubato e messo su you tube (è una proiezione su fotocopie in A4):

   

e altri ancora..

 
August 23

Merci à tous


Poi mi si chiede perché torno tutti gli anni qui a Parigi..
Non riesco a rinunciare a tutta la vita che in un mese mi esplode tra le mani, a tutti gli amici che ogni anno conosco, a tutto lo charme della lingua francese..
August 18

Contraddizioni di un'italiana

 
E' inutile dirlo, io sono veramente italiana, amo l'Italia e soprattutto amo la cutura e la lingua italiana.
Anche se neanche in italiano riesco a dire quello che penso e provo veramente.
Macero, macero, nell'incapacità di emettere verbo.
Non ho il coraggio.
Resta il fatto che preferisco soffrire a Parigi piuttosto che in Italia.
 

August 16

In Velib come Yves Montagne

 
Cioè, non so se mi spiego.. in giro per Parigi in bicicletta!!!!!!!!!!!
In un momento si sono concretizzati sogni e pensieri immaginifici..
Sto cercando di fare tutto per affrancarmi dal sostantivo TURISTA, come, appunto, zigzagare nel traffico col vento tra i capelli e la borsa nel cestino, scovare l'antica sede del Grand-Guignol alle pendici di Montmartre, passare ore e ore nei cimiteri senza l'assillo della visita alla Tour Eiffel..
oddio, forse la cena sul bateau ancorato sulla Senna non è proprio da parigino doc.. ma non sanno che cosa si perdono!
 

August 11

Nell'anno in cui Carla Bruni è presidentessa

 
Mi ritrovo, mio malgrado, a dover dirigere tutta l'impresa di mio zio, in una lingua che non padroneggio mai abbastanza, con uno staff buono solo a far bagarre e senza i miei migliori alleati.
Insomma, sola, lontano da teatri, libri, cinema, mostre.. Avantages et devantages dell'essere capo, mi dicono.
Le proposte di diversivi interessanti non mancano, ma già so che se accettassi gli inviti mi lascerei così andare da non essere più credibile la mattina successiva.
E così, me voilà, a far bilanci nella notte di San Lorenzo, che da 4 anni a questa parte è più terragna che stellata.
 

June 27

Tutti babbani!

 
Quando racconto in giro stralci della mia vita o sospiro estasiata quanto sia particolare il mio life style c'è sempre qualcuno che alza il sopracciglio o smonta il mio entusiasmo. Che faccio? non dico più niente a nessuno o allontano chi non apprezza? Forse entrambe le cose.
 
Con questo post la vostra dea vi saluta per un mesetto, scende dall'Olimpo e va a godersi le meritate vacanze al mare prima di nuove strabilianti avventure nell'altro quartier generale... Linguaccia
June 23

Hercules and Love affair - Blind

 
  
 
quando una canzone palesa la differenza generazionale.... eh sì, a me piace, e quindi??

Giacobina sentimentale

 
Me la sono vista proprio brutta. Scampato pericolo!
Per capire è stato decisivo un fine settimana frenetico, tra live jazz, fregene e cancelli on the beach, circolo a Ponte Mollo (Milvio Animoticon), aperitivi imprenditoriali, sabato in hight society, collier inaspettato, disco sous les etoiles, fuoco nella qasba. All'alba del nuovo giorno ero un'altra persona ed un'altra testa cadeva.
June 08

Bilanci e ringraziamenti

 
Che dire.. è proprio vero che la tristezza genera post e che la felicità inaridisce l'ispirazione.
Ma meglio così ;)
No, ecco, forse qualche parola dovrei spenderla per la fine della scuola.
Nell'ultimo mese ho lavorato come non mai. E, nonostante mi dispiaccia tanto lasciare le mie belle classi, sono contenta che sia finita. Sono stremata!
Non potevo lasciare ai miei alunni un testamento migliore: ho fatto vedere loro Fahrenheit 451 di Truffaut.
Devono ricordarmi come la prof del cinema e dei libri.
E mentre qualcuno mi fa notare che ci sia riuscita, io ripenso a chi ha dato anche a me questa eredità.
Non ringrazierò mai abbastanza Eva, Roberto e Nicola.
E non faccio altro che ricercare il loro spirito in altre persone.
Bisogna sempre circondarsi di persone che stimiamo.
May 27

Parini a Jacopo Ortis


o giovine degno di patria più grata! se non puoi spegnere quel tuo ardore fatale, ché non lo volgi ad altre passioni?

Rodsoge - Apollinaire


 
Ton visage écarlate ton biplan transformable en hydroplan
Ta maison ronde où il nage un hareng saur
Il me faut la clef des paupières
Heureusement que nous avons vu M.Panado
Et nous sommes tranquilles de ce côté-là
Qu'est-ce que tu vois mon vieux M.D.

90 ou 324, un homme en l'air, un veau qui regarde
à travers le ventre de sa mère.

J'ai cherché longtemps sur les routes,
Tant d'yeux sont clos au bord des routes
Le vent fait pleurer les saussaies
ouvre ouvre ouvre ouvre
Regarde mais regarde donc
Un vieux se lave les pieds dans la cuvette
Une volta ho intenso dire ach du lieber Gott
Et je me pris à pleurer en me souvenant de nos enfances
Et toi tu me montres un violet épouvantable

Et petit tableau où il y a une voiture m'a rappelé le jour
Un jour fait de morceaux mauves jaunes bleus verts et rouges
Où je m'en allais à la campagne avec une
charmante cheminée tenant sa chienne en laisse
J'avais un mirliton que je n'aurais pas échangé
contre un bâton de maréchal de France
Il n'y en a plus ,je n'ai plu mon petit mirliton
La cheminée fume loin de moi des cigarettes russes
Sa chienne aboie contre les lilas
Et la veilleuse consumée
sur la robe ont chu des pétales
Deux anneaux d'or prés des sandales
Au soleil se sont allumés
Tandis que tes cheveux sont comme le trolley
A travers l'Europe vêtue de petits feux multicolores

     Guillaume  Apollinaire,  printemps 1914
May 24

Hey girl - Romeo Castellucci

 
Questo il video dello spettacolo teatrale visto stasera. Tradurre quelle scene visionarie in parole sarà un'impresa.
 
 
 
May 22

Callida rottura

 
Sono diventata troppo oraziana. Sorrido bonariamente e non mi indigno più di fronte a nulla.
Anzi, quasi mi aspetto che tutto vada come vada.
Non mi stupisce più niente, ovvero mi stupisco continuamente che le cose vadano così.
E invece di rabbuiarmi, rido.
So' strana.
May 21

Un gelato al limon - Paolo Conte

 
 
 
 
May 19

Qualcosa può cambiare(?)

 
A volte nascono fiori così belli che si fa fatica a crederli reali.
E per paura che appassiscano li si guarda in modo freddo e impassibile ancor prima che sboccino.
Ovviamente è tutta una metafora. Di reale c'è solo il cinismo di base.
 
berger
 
 

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Antoniowrote:
grazie per il commento =)
Sept. 13
Ti faccio i complimenti per il blog, che oltre ad essere ricco di contenuti è anche estremamente pratico da consultare. Una vera rarità!

Ciao ciao!!
Feb. 2
dewrote:
Ma è bellissimoooo,mo' ti leggo sempre!oh ma l'1 pomeriggio?????????????
Jan. 4
qualcosa di nick hornby
July 15
Promemoria: leggere Veronika decide di morire, American Psyco di Ellis e tutto Carofiglio.. da domani studio, giuro!
July 10